17 maggio 2016

Vaccinare o non vaccinare i bambini?

Uno dei dibattiti sempre attuale e acceso tra i genitori è quello che riguarda il vaccinare o meno i propri figli.

Tante domande attanagliano i genitori che si dividono tra i dubbiosi per il timore che il vaccino possa apportare effetti collaterali alla salute del proprio bambino e coloro che invece si sentono più sicuri a far vaccinare per prevenire l’eventuale sviluppo della malattia relativa.

Secondo gli esperti il principio sul quale si basa la vaccinazione è quello di stimolare la produzione di difese immunitarie contro la malattia per la quale si vaccina in modo che, quando l’individuo incontra il microrganismo responsabile della malattia, è in grado di difendersi efficacemente.

Le vaccinazioni contro difterite, tetano, polio ed epatite B, previste obbligatoriamente per tutti i nuovi nati dalle attuali leggi, nonché le altre vaccinazioni raccomandate, hanno lo scopo di proteggere sia il singolo bambino che l’intera collettività, infatti, quanti più bambini sono vaccinati meno possibilità hanno i germi che causano queste malattie di circolare e diffondersi in una popolazione.

La vaccinazione contro il tetano è importante, in particolare , solo per il singolo soggetto, in quanto il microrganismo è diffuso nell’ambiente ed ogni piccola ferita può essere occasione di contrarre la malattia; è per questo che la vaccinazione è consigliata anche per tutti gli adulti.

Quando invece non si deve vaccinare? Vi sono alcune situazioni che possono controindicare la vaccinazione temporaneamente o in modo permanente, è necessario, quindi, che i genitori, prima della vaccinazione, parlino con il proprio medico di fiducia che, insieme al medico vaccinatore, valuterà l’opportunità di vaccinare, di rimandare o di evitare la vaccinazione.

 

Dott.ssa Fernanda Schiavini