Vaccinazioni

DEFINIZIONE

La vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Tale pratica comporta benefici non solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche in modo indiretto, inducendo protezione ai soggetti non vaccinati. the-syringe-1291129_640

  

NORMATIVA

 Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014

  

DESCRIZIONE

 Ci sono due tipi di vaccinazioni: obbligatorie o raccomandate.

 

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE:

 VACCINAZIONE ANTIDIFTERICA

Protegge dalla difterite, una malattia batterica grave trasmessa principalmente per via aerea. Le principali complicanze di questa malattia (legate soprattutto all’azione della tossina) riguardano le funzioni del cuore, del rene e del sistema nervoso.

L’efficacia della vaccinazione antidifterica è testimoniata dalla scomparsa della malattia nei Paesi in cui è stata attuata correttamente e dalla ricomparsa della difterite in quelle parti del mondo in cui la pratica della vaccinazione era stata temporaneamente trascurata.

 VACCINAZIONE ANTITETANICA

Protegge dal tetano, una malattia mortale per circa il 50% dei casi, causata da un microrganismo presente nell’ambiente che può penetrare attraverso ferite anche banali, produce una tossina potentissima che agisce sulle terminazioni nervose.

La complicanza più temibile e abbastanza frequente di questa malattia è rappresentata dalla paralisi dei muscoli respiratori, a cui segue la morte per asfissia.

La risposta anticorpale alla vaccinazione è ottima: circa il 99% dei bambini, a distanza di 1 mese dal completamento delle prime tre dosi (ciclo di base), è protetto nei confronti della malattia.

VACCINAZIONE ANTIPOLIMELITICA

Protegge dalla poliomielite, malattia causata da virus che, dopo essere penetrato attraverso la bocca con l’ingestione di acqua o cibi contaminati, o attraverso la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da soggetti ammalati o portatori sani, provoca un’infezione a livello intestinale, e poi si può localizzare nel sistema nervoso causando la paralisi di uno o più arti e/o dei muscoli respiratori.

Grazie alla vaccinazione, la malattia è scomparsa dall’Italia, come dagli altri Paesi europei, ma la sua ricomparsa è sempre possibile fintanto che ci saranno zone del mondo in cui essa è presente e diffusa.

In Italia l’ultimo caso di poliomielite si è manifestato nel 1983.

Da agosto 2002 la vaccinazione antipolio viene effettuata con vaccino Salk, che contiene il virus della poliomielite ucciso (vaccino con virus inattivati) e si somministra con iniezione intramuscolare.

VACCINAZIONE CONTRO L’EPATITE VIRALE B

Protegge dall’epatite B, una malattia infettiva virale contagiosa che colpisce il fegato.

Il virus si trasmette tramite il sangue e i liquidi biologici dei soggetti infetti (sangue, latte materno, sperma, secrezioni vaginali). L’infezione può essere trasmessa attraverso il contatto con sangue infetto. Il virus può penetrare nell’organismo anche attraverso minime lesioni di cute e mucose mediante l’utilizzo di oggetti contaminati come spazzolini dentali, forbici, rasoi. Il virus si può trasmettere inoltre per via sessuale e dalla madre al figlio durante il parto.

Il vaccino contro l’epatite B attualmente in uso contiene solo una parte del virus ottenuto in laboratorio mediante raffinate tecniche di ingegneria genetica e, pertanto, non è assolutamente in grado di trasmettere l’epatite B; è altamente efficace (lo è maggiormente nel bambino che nell’adulto) e conferisce una protezione di lunga durata.

 

 VACCINAZIONI RACCOMANDATE

 VACCINAZIONE ANTI PERTOSSE

Insieme alle vaccinazioni obbligatorie è raccomandata la vaccinazione contro la pertosse, soprattutto nel primo anno di vita, perché può determinare complicanze gravi con danni invalidanti e permanenti. La complicanza più grave riguarda i danni al sistema nervoso. La malattia si trasmette attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando.

La protezione data dalla vaccinazione non è totale e tende a ridursi con il passare degli anni; per questo, con il richiamo difterite-tetano-polio a 5 anni, viene proposto anche il richiamo per la pertosse.

Chi dovesse ammalarsi nonostante abbia effettuato la vaccinazione, manifesterà la malattia in forma più lieve, con decorso più rapido e, comunque, in un’età più avanzata, quando i rischi di complicanze sono minori.

VACCINAZIONE ANTI HAEMOPHILUS B

Con la prima dose della altre vaccinazioni è raccomandata anche la somministrazione del vaccino contro l’Haemophilus influentiae tipo b (Hib), bacillo che può essere responsabile, soprattutto nei primi anni di vita, di gravi malattie quali meningiti, epiglottiti, polmoniti.

La trasmissione di questo microrganismo avviene da persona a persona, attraverso l’inalazione di goccioline emesse da un soggetto infetto, anche se non malato, mentre parla, starnutisce, tossisce.

 VACCINO ESAVALENTE

 I vaccini che proteggono da difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse ed Hib sono somministrati insieme, in un’unica iniezione per tre volte nel corso del primo anno di vita

VACCINAZIONE ANTI MORBILLO, PAROTITE, ROSOLIA

 Il morbillo è una malattia molto contagiosa che provoca febbre alta, tosse, comparsa di macchioline sulla pelle; dura da 1 a 2 settimane.

Si trasmette per via aerea tramite le goccioline di saliva espulse parlando, tossendo o starnutendo.

Circa il 30% dei casi di morbillo può sviluppare una o più complicanze, con una maggiore frequenza nei bambini con meno di 5 anni o nei soggetti con più di 20 anni. Le complicanze più frequenti del morbillo sono: diarrea (8%), otite media (7%) e polmonite (6%). Molto raramente (1 caso ogni 100.000 bambini che si ammalano) si può manifestare, diversi anni dopo l’insorgenza del morbillo, una malattia molto grave che colpisce il cervello denominata PESS (panencefalite sclerosante subacuta); il 50% dei casi di PESS interessa i bambini che hanno contratto il morbillo prima dei due anni.

La parotite è conosciuta fin dall’antichità, con il nome popolare di “orecchioni” ed è considerata una malattia dell’infanzia. Il virus della parotite si diffonde attraverso le goccioline di saliva infetta o per contatto diretto con materiale contaminato da saliva infetta. Dopo un periodo d’incubazione da due a quattro settimane (in media, di 16-18 giorni), la malattia esordisce con sintomatologia non specifica con febbre, malessere, disappetenza e cefalea, seguita rapidamente da dolore alle orecchie  e ingrossamento delle ghiandole parotidi (si trovano nella zona dietro l’orecchio) che diventano dolenti.  Le complicanze della parotite possono essere: meningismo (infiammazione delle membrane che ricoprono il cervello e il midollo spinale) in circa 3 soggetti su 10 che si ammalano, encefalite (1 caso ogni 6000 malati), orchite (infiammazione dei testicoli), annessite (infiammazione delle ovaie) Il virus del morbillo presenta una elevata contagiosità trasmettendosi per via aerea attraverso le secrezioni di naso, bocca e gola.

 

La ROSOLIA si manifesta con febbricola, ingrossamento delle ghiandole del collo, comparsa di macchioline rosse sulla pelle. La malattia è pericolosa soprattutto per il feto durante le prime 10 settimane di gravidanza: i soggetti che non si vaccinano contro la rosolia possono ammalarsi e trasmettere la malattia ad una donna gravida non protetta. Se la rosolia viene contratta da una donna durante la gravidanza, tutti gli organi ed i tessuti fetali sono coinvolti e gli effetti sul prodotto del concepimento possono essere molto gravi: aborto spontaneo; morte intrauterina del feto; malformazioni e lesioni di tipo infiammatorio, principalmente a carico del sistema nervoso, dell’apparato cardiocircolatorio, degli organi di senso, con ritardato sviluppo fisico e psichico (Sindrome da rosolia congenita).Il rischio di avere gravi malformazioni nel feto quando la rosolia viene contratta in gravidanza è massimo nel primo trimestre (85% nelle prime 8 settimane, 52% dalla nona alla dodicesima settimana di gestazione), mentre le infezioni contratte dopo la ventesima settimana raramente provocano malformazioni congenite.

I vaccini che proteggono contro tutte e tre le malattie sono somministrati insieme, in un’unica iniezione.

La vaccinazione stimola la formazione di anticorpi specifici in circa il 95% dei vaccinati, proteggendoli da queste malattie. Inoltre, anche nei casi in cui non si sviluppa una completa protezione e il bambino si ammala, la vaccinazione riduce la frequenza delle complicanze associate all’infezione naturale.

VACCINAZIONE ANTI VARICELLA

La varicella è una malattia molto diffusa e molto contagiosa. Si presenta con febbre, vescicole cutanee, prurito. E’ causata da un virus ed è trasmessa per via respiratoria o per contatto con le lesioni cutanee. E’ di norma benigna, ma può avere un decorso severo negli adulti o in persone con difese immunitarie ridotte. Durante la gravidanza la malattia può provocare danni al neonato.

Contro la varicella esiste un vaccino, efficace e sicuro, già utilizzato da anni in alcuni stati esteri.

VACCINAZIONE ANTI PNEUMOCOCCO

Lo pneumococco è un batterio di cui si conoscono oltre 90 tipi ed è responsabile di infezioni di varia gravità che colpiscono soprattutto i bambini nei primi anni di vita e gli anziani. Alcune condizioni espongono ad un maggior rischio di infezione: prematurità, difetti del sistema immunitario, malattie croniche a carico dei reni, del fegato, del cuore, dei polmoni, del sangue, diabete.

Le infezioni causate dallo pneumococco colpiscono frequentemente l’orecchio e le prime vie respiratorie, causando otite e sinusite (soprattutto in età infantile). Forme di infezione più gravi sono la polmonite, la meningite e la sepsi (infezione diffusa a tutto il corpo) che possono portare anche alla morte.

La vaccinazione è effettuata con un vaccino contenente i tipi di pneumococco più diffusi e più pericolosi. In commercio ne esistono due: uno contiene 13 tipi e uno ne contiene 10; entrambi si sono dimostrati capaci di prevenire le forme più gravi di infezione.

In Italia questo vaccino è proposto gratuitamente a tutti i bambini nel primo anno di vita; è consigliato anche ai soggetti di qualsiasi età affetti da patologie che li espongono a maggior rischio d’infezione.

 VACCINAZIONE ANTI MENINGOCOCCO

Il meningococco è un batterio di cui si conoscono diversi tipi.

La maggior parte delle malattie meningococciche nell’uomo è dovuta ai tipi A, B, C, W135 e Y: in Italia e in Europa i più diffusi sono attualmente il B e il C, mentre in Africa è prevalente il tipo A. Il meningococco può essere responsabile di infezioni di varia gravità e colpire soggetti di tutte le età.

Quasi sempre le infezioni non danno sintomi o provocano solo una leggera infiammazione delle alte vie respiratorie. In alcuni casi però, il meningococco si diffonde al sistema nervoso o in tutto il corpo causando così meningite o sepsi, malattie gravi che possono determinare lesioni permanenti o portare alla morte.

La trasmissione avviene tramite le goccioline di saliva.

In Italia, a tutti i bambini, al compimento dell’anno, è proposto il vaccino contro il meningococco di tipo C, che ha una grande capacità di difendere dalla malattia e determina una protezione di lunga durata.

Esistono inoltre vaccini quadrivalenti, che coprono contro i meningococchi di gruppo A – C

– W135 – Y, raccomandati quando si deve intraprendere un viaggio in Paesi dove questi tipi

di meningococco sono presenti.

VACCINAZIONE ANTI-PAPILLOMA VIRUS

I papilloma virus (Hpv) sono responsabili di infezioni che possono provocare lesioni della cute o delle mucose, soprattutto dell’apparato genitale femminile. L’infezione è molto frequente nelle persone giovani e il contatto sessuale è la più comune forma di trasmissione: almeno l’80% delle donne sessualmente attive si infetta, anche contemporaneamente, con differenti tipi di Hpv (se ne conoscono più di 100).

L’infezione e le eventuali lesioni, di solito, guariscono spontaneamente e solo una minoranza di casi, dopo un lungo periodo di tempo, si trasformano in tumore.

La vaccinazione consiste in tre iniezioni da somministrare nell’arco di 6 – 12 mesi. I dati ad oggi disponibili non indicano la necessità di richiami.

Sono in commercio due vaccini: uno contiene 2 tipi di Hpv e l’altro ne contiene 4 (vaccino tetravalente): entrambi contengono Hpv 16 e 18, responsabili di più del 70% delle forme tumorali; rimane una parte di tumori, dovuta ad altri tipi di Hpv, contro cui il vaccino è inefficace; per questo resta indispensabile l’esecuzione regolare del Pap test (ogni 3 anni) nelle età tra i 25 e i 65 anni.

Nel vaccino tetravalente sono presenti anche Hpv 6 e 11, all’origine di infezioni che determinano la comparsa dei condilomi acuminati, malattie cutanee non tumorali della zona genitale e perianale.

Si deve ricordare, infatti, che lo strumento principale per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero resta il Pap test eseguito regolarmente.

 

 

calendario nazionale delle vaccinazioni offerte ATTIVAMENTE a tutta la popolazione

(Fonte: Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014)

 

 

Vaccino

Nascita

mese

mese

mese

11°

mese

13°

mese

15°

mese

5 –6

anni

11 – 18

anni

> 65

anni

 

Ogni 10 anni

DTPa

 

DTPa

DTPa

DTPa

 

DTPa1

dtpa

 

Dt2

IPV

 

IPV

IPV

IPV

 

IPV

 

 

 

HBV

HBV3

HBV

HBV

HBV

 

 

 

 

 

Hib

 

Hib

Hib

Hib

 

 

 

 

 

MPR

 

 

 

 

 

MPR

MPR

MPR4

 

 

PCV

 

PCV

PCV

PCV

 

 

 

 

 

Men C

 

 

 

 

 

Men C 5

 

Men C 5

 

 

HPV

 

 

 

 

 

 

 

 

HPV

(3 dosi)

 

 

Influenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Varicella

 

 

 

 

 

 

 

 

Var7

(2 dosi)

 

 

 

Interpretazioni delle indicazioni di offerta del calendario

 

3° mese si intende dal 61° giorno di vita

5-6 anni (di età) si intende dal 5° compleanno (5 anni e 1 giorno) ai 6 anni e 364 giorni(7° compleanno)

12° anno si intende da 11 anni e 1 giorno (11° compleanno) fino a 11 anni e 364 giorni (12° compleanno)

11-18 anni si intende da 11 anni e un giorno (11° compleanno) fino ai 17 anni e 364 giorni (18° compleanno)

 

Legenda:

DTPa: vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare

dTpa: vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare per adolescenti e adulti

dT: vaccino antidifto-tetanico per adolescenti e adulti

IPV: vaccino antipolio inattivato

HBV: vaccino antiepatite B

Hib: vaccino contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b

MPR: vaccino antimorbillo-parotite-rosolia

PCV: vaccino antipneumococcico coniugato

Men C: vaccino antimeningococco C coniugato

HPV: vaccino antipapilloma virus

Var: vaccino antivaricella

 

Note:

  • Per i bambini nati da madri positive per HbsAg si somministra il vaccino entro le prime 12-24 ore di vita, contemporaneamente alle immunoglobuline specifiche antiepatite B
  • Recupero dei soggetti suscettibili in questa fascia d’età
  • Dose singola. La somministrazione a 11-18 anni va considerata nei soggetti non vaccinati nell’infanzia
  • Per il sesso femminile, nel corso del 12° anno di vita
  • Nei soggetti che non hanno contratto la malattia e non precedentemente vaccinati è prevista la somministrazione di due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra.

 

Dott.ssa Fernanda Schiavini

 

SITOGRAFIA

Per approfondimenti si consiglia di scaricare  il documento “Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili” autore: Franco Giovanetti dal sito  http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/indice.asp