Legislazione alimentare a scuola

 DEFINIZIONE

Il significato del termine “legislazione alimentare”  viene offerto dal Regolamento (CE) n. 178/2004:

«legislazione alimentare», le leggi, i regolamenti e le disposizioni amministrative riguardanti gli alimenti in generale, e la sicurezza degli alimenti in particolare, sia nella Comunità che a livello nazionale; sono incluse tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti e anche dei mangimi prodotti per gli animali destinati alla produzione alimentare o ad essi somministrati.

 

NORMATIVA

  • Regolamenti che, oltre ad essere destinati, come noto, ai cittadini dell’Unione Europea, rappresentano anche la fonte di diritto prevalente sulla analoga legislazione nazionale.

I principali regolamenti comunitari che disciplinano in generale la sicurezza alimentare e che possono riguardare anche le attività in campo alimentare effettuate nelle scuole, sono:

Regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio2002

Regolamento (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004

Regolamento (CE) n. 882/2004 del 29 aprile 2004  

Regolamento (UE) n. 1169/2011 del 25 ottobre 2011

 

  • Normativa nazionale:

Legge 30/04/1962, n. 283

D.P.R. 26/03/1980, n. 327

 

DESCRIZIONE

Nell’ambito delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado possono trovare applicazione una serie di norme relative alla sicurezza alimentare.

Poiché non è sempre così facile districarsi in questi particolari ambiti legislativi, si vuole dare di seguito una panoramica sulla legislazione alimentare in generale e sui suoi ambiti di applicazione.

Le disposizioni di legge sulla sicurezza alimentare, costituenti la cosiddetta “legislazione alimentare” trovano sicuramente applicazione nelle scuole pubbliche o private, di ogni ordine e grado, nella misura in cui al loro interno vi si svolgano, direttamente od a cura di imprese esterne, una o più delle seguenti attività:

  • Preparazione e somministrazione di alimenti, prodotti in loco o provenienti da altri laboratori esterni;
  • Somministrazione di alimenti provenienti da laboratori esterni;
  • Vendita di alimenti e bevande anche mediante distributori automatici.

Le norme della legislazione alimentare non si applicano invece nei seguenti casi:

  • Attività di preparazione di alimenti per scopi didattici;
  • Consumo di alimenti, introdotti dall’esterno dagli alunni per il consumo personale;
  • Consumo di alimenti introdotti dagli alunni o da loro famigliari in occasioni particolari: festeggiamenti o atri eventi analoghi.

Al di là dell’applicabilità o meno della legislazione alimentare, restano ferme, in tutti i casi le responsabilità civili e penali, da accertare di volta in volta, che possono derivare dal consumo, comunque effettuato, di alimenti che abbiano causato uno stato di malattia alimentare nei consumatori.

 

FOCUS SULLA NORMATIVA

Il regolamento (CE) n. 178/2002

  • Definisce cosa si debba intendere per “alimento”
  • Fissa gli obiettivi della legislazione alimentare che sono rappresentati: dalla tutela della salute umana, degli interessi dei consumatori, del benessere animale, della salute dei vegetali e dell’ambiente
  • Introduce il principio di precauzione e dispone che la legislazione alimentare debba essere basata sull’analisi del rischio
  • Fissa i requisiti di sicurezza di alimenti (gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul mercato)
  • Tutela i consumatori mediante il diritto di informazione (etichettatura, pubblicità ingannevole)
  • Istituisce l’autorità Europea per la sicurezza alimentare EFSA (Organismo scientifico trasparente, indipendente, eccellente a disposizione degli Stati membri e dei cittadini)
  • Definisce le responsabilità (spetta agli operatori del settore alimentare – O.S.A. – garantire che nelle imprese da essi controllate gli alimenti soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare inerenti la loro attività)
  • Istituisce l’obbligo della rintracciabilità e ritiro dal mercato dei prodotti non conformi
  • Istituisce, sotto forma di rete, il sistema di allerta (R.A.S.F.F.) e la gestione delle crisi

 

Il regolamento (CE) n. 852/2004

  • Riguarda tutti gli alimenti ed è destinato agli operatori alimentari
  • Mira a garantire l’igiene dei prodotti alimentari in tutte le fasi del processo di produzione, dalla produzione primaria fino alla vendita al consumatore finale.
  • Stabilisce i requisiti d’igiene che devono essere rispettati dagli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena alimentare.
  • Impone l’applicazione di procedure di gestione dei pericoli “basate sui principi HACCP”
  • Garantisce la flessibilità nell’applicazione dei principi dell’HACCP
  • Si applica a tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti nonché alle esportazioni
  • Prevede l’obbligo della formazione

 

Il regolamento (CE) n. 882/2004

  • E’ destinato agli organi deputati alla vigilanza
  • Definisce gli obiettivi dei controlli ufficiali che devono verificare la conformità alle normative volte sia a: “prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili i rischi per gli esseri umani e gli animali” che a “garantire pratiche commerciali leali”
  • Stabilisce gli obblighi generali per l’organizzazione dei controlli ufficiali
  • Indica i metodi e le tecniche di controllo da utilizzare per il controllo ufficiale: (monitoraggio, sorveglianza, verifica, audit, ispezione, campionamento, analisi)
  • Stabilisce le azioni che possono essere assute in caso di non conformità

 

Il regolamento (UE) n. 1169/2011

  • Disciplina, fra l’altro, l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari
  • Si applica prevalentemente ai prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività
  • Disciplina le informazioni sugli alimenti e in particolare, le indicazioni obbligatorie che devono comparire sui preimballaggi alimentari
  • Definisce, in modo generale, i principi, i requisiti e le responsabilità
  • Fissa gli strumenti volti a garantire il diritto dei consumatori all’informazione e le procedure per la fornitura di informazioni sugli alimenti  

Accanto alle suddette disposizioni di origine comunitaria trovano ancora applicazione talune disposizioni nazionali di ordine generale in materia di igiene degli alimenti che ancora residuano e che, peraltro, rappresentano degli importanti capisaldi di riferimento della legislazione nazionale. Fra questi si citano:

  • Legge 30/04/1962, n. 283, per quanto attiene gli articoli: 3 personale incaricato delle ispezioni e prelievo campioni, 5 divieti, 7 trattamenti speciali, 9 detenzione di sostanze non consentite, 15 provvedimenti di chiusura, 16 sequestro e distruzione di alimenti nocivi

 

  • D.P.R. 26/03/1980, n. 327, per quanto attiene: le modalità e norme di prelevamento campioni, revisioni di analisi e diritti di difesa, il controllo degli alimenti in vincolo doganale o «allo stato estero», il sequestro sanitario (cautelativo), i provvedimenti di chiusura, le temperature di taluni alimenti anche durante il trasporto, taluni requisiti particolari

 

 

                                                                                                                                       Giuseppe Maina