Responsabilità genitoriale

La responsabilità genitoriale e i diritti e doveri del figlio.

 

DEFINIZIONE

Trattando di responsabilità si trattano i diritti e i doveri, nella fattispecie tra figure genitoriali verso la prole e viceversa.

Il ruolo dell’insegnante cambia, in conseguenza al nuovo concetto di  responsabilità genitoriale.

 

NORMATIVA

Convenzione New York 20.11.1969

Regolamento Unione Europea Bruxelles II bis

D.Lgs 28.12.2013 n. 154

Art. 315 bis Codice Civile

Art. 316 Codice Civile.

Art. 318 Codice Civile

 

DESCRIZIONE

Il legislatore con il D.Lgs n. 154/2013 riformando il diritto di famiglia ha finalmente allineato l’ordinamento non solo a quei principi di civiltà giuridica (sanciti anche in Convenzioni Internazionali come ad es. la Convenzione sui diritti del Fanciullo di New York del 20.11.1989) propri di un vero stato di diritto ma anche in relazione alle moderne concezioni in tema di genitorialità.

Grazie a questa norma è stato parificato lo status di figlio (senza più distinzioni fra figli legittimi e naturali) e, per quel che ci riguarda, è stato cancellato quel fastidioso termine e concetto di Potestà dei genitori sui figli (quasi fossero oggetti) simbolo di una società patriarcale ormai desueta ed è stato introdotto il termine e concetto di responsabilità genitoriale:

Entrambi i genitori, così recita il nuovo testo dell’art. 316 del codice civile, hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni dei figli.

Le conseguenze di questa importante modifica non sono poche anche relativamente agli operatori scolastici che necessariamente intrattengono rapporti con le famiglie e ciò non solo in termini burocratici (firme, autorizzazioni, ecc.) ma anche educativi in quanto la norma trova la sua realizzazione pratica solo se è attentamente applicata.

Focus: ruolo degli operatori scolastici dopo la riforma dell’art.316 cc

Il primo compito delle istituzioni scolastiche per dare un impulso anche formativo al sistema non può essere che quello di eliminare da ogni documento quelle odiose frasi che per anni hanno pervaso tutti i documenti relativi a minori: “Firma del padre o di chi ne fa le veci” ovvero: “Firma di un genitore o di chi ne esercita la potestà”.

Il padre non ha più il dominio assoluto della famiglia ed i genitori non sono più titolari di una potestà.

Viceversa essendo entrambi i genitori responsabili della crescita ed educazione dei loro figli sarebbe buona cosa che entrambi firmassero ogni sorta di comunicazione fra la scuola e la famiglia in quanto entrambi devono essere coinvolti ed a conoscenza dei fatti della vita dei loro figli alfine di saper assumere le necessarie decisioni.

Detto modus pensandi eliminerebbe anche diverse problematiche relative ai casi (e sono tanti) di famiglie separate.

Tutti i genitori sono responsabili della crescita dei figli perché anche coloro che non esercitano la responsabilità genitoriale (per provvedimento dell’autorità giudiziaria) hanno il dovere (vedi ultimo comma art. 316 c.c.) di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio. Pertanto anche costoro debbono essere informati dall’istituzione scolastica per poter svolgere in modo corretto il proprio ruolo genitoriale.

Il coinvolgimento di entrambi i genitori (anche banalmente per la sottoscrizione di una domanda per l’iscrizione alla scuola o alla partecipazione ad un’attività scolastica) risulta essere un mezzo per educare il genitore stesso ad essere responsabile e ad interessarsi in prima persona del proprio figlio. Circostanza questa che, seppur naturale, non sembra così diffusa nella società.

Oggigiorno gli operatori scolastici trovano non poche difficoltà nel rapportarsi con i genitori soprattutto laddove sono presenti problematiche familiari.

La terminologia usata dai Tribunali in relazione alle modalità di affidamento dei minori deve essere pertanto conosciuta anche dagli operatori scolastici al fine di attivarsi nei confronti del minore e della famiglia in modo corretto.

Stabilito che la responsabilità genitoriale compete ad entrambi i genitori vediamo ora alcune casistiche relative alle coppie separate in relazione a figli nati in costanza di matrimonio e al di fuori del matrimonio (coppie di fatto).

  • Collocamento prevalente: i provvedimenti conseguenti alla separazione o alle modalità di affidamento dei minori indicano il genitore presso il quale il minore è collocato prevalentemente. Per collocamento si intende la sua residenza e domicilio prevalente e non deve essere confuso con la responsabilità che spetta comunque ad entrambi.

 

  • Affido congiunto o condiviso ad entrambi i genitori: l’affido condiviso è la strada maestra delineata dall’art. 337 ter c.c. Con l’affido congiunto i genitori sono entrambi responsabili dell’istruzione, educazione e crescita dei figli e ad entrambi competono le scelte e le decisioni rispetto ai figli.

 

  • Affido esclusivo ad uno dei genitori: laddove risulta impossibile disporre l’affido condiviso il giudice dispone l’affido esclusivo ad uno dei genitori o a terzi (nonni, altri parenti ovvero ad enti). L’affido potrebbe essere anche parziale nel senso di limitare i compiti e le responsabilità del genitore affidatario. Le scelte relative al minore competono al genitore affidatario ma il genitore non affidatario ha comunque il dovere di vigilare sulla crescita del minore.

 

  • Provvedimenti limitativi della frequentazione dei figli: Di particolare importanza per gli operatori scolastici risultano essere i provvedimenti che limitano la possibilità di frequentazione dei figli. Il caso più tipico è quello del genitore che può frequentare i figli solo in un ambiente protetto. In questi casi è di fondamentale importanza informare in modo corretto il personale scolastico alfine di evitare il contatto fra il genitore e i figli.

 

A prescindere dalle modalità di affidamento è buona cosa regolamentare la frequentazione degli istituti scolastici da parte dei genitori e impartire caso per caso con idonei provvedimenti formali regole diverse rispetto a quelle generali.

 

 Diritti dei figli:

  • Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.
  • Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.
  • Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

Riteniamo doveroso soffermarci su quest’ultimo diritto previsto dall’art. 315 bis del codice civile in quanto il diritto all’ascolto del minore, pur essendo inserito in una norma dedicata alla famiglia e quindi nel rapporto con i genitori, è relativo ad un principio sacrosanto sancito dalla Convenzione di New York.

Nella gestione di particolari problematiche relative a minori che hanno compiuto gli anni dodici anche l’istituzione scolastica dovrà tener necessariamente conto anche di questo diritto del minore.

 

Doveri dei figli

Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia sino a quando convive con essa.

Il figlio sino alla maggiore età o all’emancipazione non può abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita su di lui la responsabilità genitoriale.