20 aprile 2016

Responsabilità di insegnanti, colleghi e dirigenti per maltrattamenti su minori

Nonostante il clamore di alcuni episodi del recente passato i media quotidiani riportano la notizia di un nuovo caso di maltrattamenti di bambini frequentanti un asilo nido.

Non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria che dovrà essere chiaramente confermata nelle aule di un Tribunale ma partendo dalla notizia riteniamo doverosa una riflessione relativa a questo tipo di vicende che, in uno Stato civile, non dovrebbero mai e poi mai capitare.

Gli operatori che ogni giorno lavorano nelle scuole e nelle strutture dell’infanzia sono numerosissimi e, nella quantità, è del tutto evidente che si possa trovare chi non ha i requisiti psicofisici per poter stare a contatto con i minori.

La domanda che ci si pone però è come mai coloro che svolgono il loro lavoro onestamente non si accorgano mai di nulla?

Possono essere ritenute responsabili anche queste persone per la mancata segnalazione di fatti costituenti reato? E che dire dei dirigenti degli istituti coinvolti?

La risposta non può che essere positiva in quanto i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio hanno l’obbligo di segnalare all’autorità giudiziaria fatti che costituiscono reato.

Nel caso di strutture complesse come le istituzioni scolastiche, pur comprendendo le difficoltà che possono disincentivare il singolo a denunciare il comportamento di un collega, si ritiene che sia un dovere del singolo segnalare al Dirigente di Istituto comportamenti non idonei con la funzione dell’istituto e della tutela dei minori.

Sarà poi compito del Dirigente avviare le necessarie indagini riferendo all’Autorità Giudiziaria.

Con sentenza del 18/07/2014 n. 38060 la Corte di Cassazione Sezione II Penale, ha confermato la misura degli arresti domiciliari nei confronti della direttrice di una scuola per il reato di maltrattamenti continuati ai danni di alunni della scuola ove l’indagata svolgeva le proprie funzioni di direttrice allorché era emerso dall’istruttoria che la stessa aveva omesso di esercitare i poteri di vigilanza, controllo, segnalazione e denuncia, non impedendo così i maltrattamenti posti in essere da altra insegnante.

Attenzione pertanto alle responsabilità penali conseguenti al lavoro svolto in quanto anche l’omissione della segnalazione di un fatto costituente un così grave reato è sanzionata dall’ordinamento.

Del resto non possiamo esimerci dal rilevare che con un’ attenta e scrupolosa vigilanza molti fatti, che oggi leggiamo sui giornali, potrebbero essere evitati.

 

Avv.  Flavio Biancardi