postura e visione

28 ottobre 2017

Postura e visione nel bambino

Molto spesso accade di vedere, durante l’attività di lettura o di scrittura da parte dei bambini, un atteggiamento posturale insolito, sia in aula che a casa. Anche il sistema visivo partecipa alla regolazione posturale e il rapporto visione-postura si manifesta bidirezionalmente: da un lato, un problema visivo può portare ad un adattamento posturale, dall’altro lato un problema posturale può perturbare il sistema visivo ed il suo funzionamento.

Abbiamo visto nei precedenti articoli che l’Optometria si occupa delle abilità percettive e spaziali. Una non corretta elaborazione spaziale, un conflitto percettivo, crea sintomi e forti dispendi di energie. Per alleviare tali difficoltà, il sistema cerca un adattamento che molto spesso è di tipo posturale: si tenta quindi di compensare il deficit visivo attraverso una postura anomala che però allevia in prima battuta la sintomatologia.

Pensiamo ad esempio ad un bambino che deve svolgere un compito a distanza prossimale (leggere, studiare, disegnare) e che lamenta un problema visivo funzionale (insufficienza di convergenza, anisometropia, eccesso accomodativo, etc.). La manifestazione clinica che si presenta normalmente è quella di avvicinare la testa allo scritto, ruotarla o inclinarla: per assolvere al proprio lavoro sarà costretto ad alterare il naturale equilibrio posturale in adattamento alla condizione visiva deficitaria. Tuttavia, questo atteggiamento protratto nel tempo comporterà però anche un problema a carico del sistema muscolo-scheletrico, senza di fatto risolvere il deficit visivo (e in alcuni casi peggiorandolo ulteriormente). In questi casi una metodica rieducativa che non consideri anche gli aspetti visivi potrà aiutare il soggetto temporaneamente, ma probabilmente non sarà pienamente efficace a medio-lungo termine nel risolvere completamente il problema.

In altri casi, il rapporto visione e postura è inverso: difficoltà visive possono essere causate da un problema posturale protratto nel tempo, che crea degli adattamenti strutturali e l’apprendimento di pattern motorie non adatte o la comparsa di vizi di refrazione progressivi ed adattativi.

In presenza di un problema posturale, solo un’ équipe multidisciplinare, che valuta il bambino nella sua interezza e non guardando solo al sintomo principale, può tentare il ripristino di un corretto equilibrio. Dal punto di vista visivo, in assenza di patologie oculari, i deficit visivi funzionali possono essere valutati ed eventualmente rieducati. L’educazione visiva optometrica serve infatti a riequilibrare tutte quelle difficoltà funzionali relative all’elaborazione spaziale, ripercorrendo alcune esperienze legate alle tappe dello sviluppo percettivo-motorio ed educando quindi a rappresentare lo spazio in modo efficace, funzionale e economico. Agendo insieme agli altri specialisti della postura (fisioterapisti, osteopati, gnatologi, ortodonzisti, podologi, ecc) può quindi essere riportato il sistema in una condizione funzionalmente più equilibrata.

 

Opt. Dott. Silvio Rapaglia’ & il suo staff