Responsabilità da inadempimento

Responsabilità da inadempimento contrattuale.

 

DEFINIZIONE

Responsabilità del personale scolastico relativamente agli obblighi contrattuali nei confronti degli allievi.

 

NORMATIVA

Art. 1218 e ss Codice Civile.

 

DESCRIZIONE

Il rapporto giuridico che si instaura tra insegnante ed allievo è definito dalla giurisprudenza (Cass. Civ. 2413/2014; 11551/2013; 5067/2010) da contratto sociale ossia un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume principalmente l’obbligo di istruire ed educare.

Secondo i principi fondamentali dello Stato “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art. 33 Costituzione) ma non vi è dubbio che i docenti debbano seguire i programmi ministeriali e le normative vigenti.

Il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti nei programmi ministeriali, se non correttamente giustificato, l’inadeguatezza dei metodi impiegati ovvero l’incapacità professionale del docente potrebbero esporre le istituzioni scolastiche a richieste di risarcimento del danno da parte delle famiglie degli allievi da inadempimento contrattuale ed i singoli docenti a provvedimenti di natura disciplinare.

Al fine di poter correttamente documentare l’attività didattica svolta e le singole problematiche emerse è necessario che i registri di classe siano correttamente ed analiticamente compilati e le comunicazioni con le famiglie risultino da atto scritto.

I colloqui verbali tra i docenti ed i genitori sono importanti e fondamentali ma spesso sono disattesi dalle famiglie che tendono poi ad imputare alla scuola le problematiche dei figli.

La presenza di una comunicazione scritta alla famiglia da parte della scuola riportante le problematiche del singolo studente e le indicazioni precise sui percorsi da intraprendere escluderebbe quasi sicuramente la responsabilità dei docenti e delle scuole.

E’ d’obbligo precisare che ogni comunicazione di questa natura dovrà essere inviata dalla scuola (a firma del Dirigente di istituto) e non dai singoli docenti che, nel quadro dei poteri amministrativi, sono sforniti di detta capacità. Di contro i docenti, per documentare la loro attività e le necessità dei singoli dovranno comunicare formalmente al Dirigente d’Istituto le problematiche rilevate.

Gli obblighi sopra enunciati trovano specifico riscontro nell’art. 3, comma terzo, della L. 8.10.2010 n. 170 che recita testualmente: “E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all’articolo 7, comma 1. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA.”

Riassumendo: i problemi dei singoli alunni rilevati dai docenti dovranno essere comunicati formalmente alle famiglie per il tramite del Dirigente Scolastico e, necessariamente, i casi sospetti di DSA.

L’inadempimento della scuola espone la stessa a cause di risarcimento del danno patito dagli studenti.

Nel caso in cui la famiglia rimanga indifferente alla comunicazione della scuola vi è da ritenere che il Dirigente Scolastico debba segnalare il caso alle competenti autorità (Tribunale per i Minori – Servizio Assistenza Sociale).