20 settembre 2016

Movimenti oculomotori e apprendimento

Raymond Dodge nel 1902 definì l’esistenza di cinque diversi sistemi motori in grado di spostare e mantenere l’allineamento tra gli occhi e un bersaglio, stabilizzando anche l’immagine visiva durante i movimenti del capo. Le abilità oculomotorie vengono sviluppate e raffinate durante lo sviluppo visivo del bambino, attraverso le varie esperienze percettive e motorie della prima infanzia. Possiamo dunque dividere i movimenti oculomotori in:

1.Movimenti saccadici: movimenti oculari che portano rapidamente la fovea (il centro retinico deputato all’acuità visiva e alla percezione centrale) verso un bersaglio visivo posto in una zona periferica del campo visivo.
2. Movimenti lenti di inseguimento (pursuit): movimenti oculari che mantengono fissa sulla retina l’immagine di un oggetto in movimento, mantenendo lo sguardo sul target in movimento.
3. Movimenti di vergenza: movimenti dei due occhi in direzioni opposte, in modo che l’immagine di un bersaglio visivo si proietti su entrambe le fovee contemporaneamente durante un movimento in avvicinamento o in allontanamento del target, al fine di mantenere l’immagine singola e evitare la diplopia (visione doppia).
4. Movimenti vestibolo-oculari: movimenti che mantengono stabili le immagini sulla retina durante i movimenti del capo. Vengono prodotti successivamente a segnali provenienti dal sistema vestibolare.
5. Movimenti optocinetici: movimenti che mantengono stabile l’immagine sulla retina durante movimenti rotatori prolungati del capo e sono evocati da stimoli visivi.

I movimenti oculomotori sono, a livello muscolare, a carico di sei muscoli estrinseci che vengono gestiti da ben tre nervi cranici. Sappiamo quindi ora che ben tre nervi cranici (sui dodici totali) sono deputati al semplice movimento degli occhi! Questo suggerisce ed enfatizza l’importanza che riveste quindi per l’intero organismo il movimento oculare.

Tutto questo appare molto complesso da comprendere, ma in realtà indica una semplice abilità, necessaria ed appresa dall’infazia, la capacità che i nostri figli di hanno di muovere gli occhi in modo armonico e funzionale affinchè siano performanti, in modo che la visione diventi il vero primo ingresso per l’apprendimento.

L’importanza dei movimenti oculomotori diviene evidente se si pensa in particolare durante al periodo scolastico. I movimenti saccadici diventano fondamentali nella lettura: eseguire con gli occhi salti precisi ed accurati è un requisito necessario per leggere un testo senza saltare le righe, senza rallentamenti dovuti ad un errato posizionamento degli occhi sul testo e senza problemi di comprensione dovuti a parole saltate durante la lettura. Leggere e comprendere in presenza di un sistema saccadico (e più in generale visivo) efficiente diventa più veloce e più piacevole per i bambini, che non devono cercare meccanismi di adattamento al problema.
Per quanto riguarda i movimenti saccadici abbinati a movimenti di vergenza, questi rivestono un ruolo fondamentale quando è necessario spostare lo sguardo da un punto ravvicinato ad un punto a distanza (ad esempio nella copiatura alla lavagna), riuscendo a percepire subito ciò che si guarda come singolo e nitido. Quando questo sistema non funziona correttamente, copiare dalla lavagna per prendere appunti diventa molto più difficoltoso e si ripercuote sulla qualità degli appunti o dei testi copiati, che si rivelano imprecisi e disordinati.
I movimenti di inseguimento sono fondamentali nelle attività motorie e nello sport, ad esempio nel seguire una palla che si muove nello spazio e capire in che momento colpirla, localizzandola correttamente nello spazio. Questi movimenti inoltre presuppongono la capacità di mantenere la fissazione, ovvero di saper restare concentrati visivamente su un target senza un dispendio energetico eccessivo: anche questa abilità viene appresa fin dall’infanzia ed è necessaria per poter rimanere concentrati durante lo studio, con un conseguente guadagno nell’apprendimento.
Infine, con lo sviluppo dei movimenti vestibolo-oculari e optocinetici si evitano sensazioni di malessere generale durante il movimento, con la formazione di sintomi quali nausee, mal di testa e senso di vertigine che conducono all’abbandono dell’attività: questo è fondamentale nello sport (professionistico e non) ma anche nei bambini che provano profondi malesseri in certe attività in movimento, portandoli a chiudersi ed a prediligere attività sedentarie piuttosto che il movimento (che sappiamo essere fondamentale per lo sviluppo).

Tutti questi movimenti possono essere testati mediante specifici tests di efficienza visiva (come mostrato, ad esempio in Fig.2), stardardizzati in base all’aspettativa per l’età o in casi particolari nella valutazione degli atleti. Nel caso di integrità del sistema innervativo e muscolare, un deficit nell’esecuzione dei movimenti oculomotori può essere migliorato, andando a riproporre determinate esperienze percettive funzionali all’apprendimento dell’abilità deficitaria. Educando il sistema si limitano molti adattamenti strutturali e posturali provocati dall’inefficienza visiva. Infine, una volta che l’abilità è appresa può continuare ad essere perfezionata per renderla più efficiente (come ad esempio la Fig.1).

fig-1

Fig. 1 Esempio di esperienza percettiva saccadica di lettura avanzata: scorrere con gli occhi il più velocemente possibile lungo le righe, contando una determinata lettera ed andando a capo in modo preciso, senza la comparsa si sintomi astenopici (bruciore, affaticamento visivo, mal di testa).

fig-2

Fig. 2 Esempio grafico di alcuni risultati di test oculomotori. Il giallo rappresenta l’area di performance sotto la norma, il verde l’area nella norma, il rosa l’area oltre la norma (ottimale).

 

Buon allenamento!

Opt. Dott. Silvio Rapaglià e Staff