17 febbraio 2017

Merenda insieme a scuola? No se gli alimenti sono di produzione casalinga!

Feste di compleanno, aste delle torte, feste di fine anno… conosciamo le regole sulla somministrazione di alimenti a scuola?

In una comunità come quella scolastica l’organizzazione di feste, di istituto o di classe, costituisce sicuramente un’attività positiva atta a rafforzare la coesione fra gli attori della vita scolastica.

La vendita di torte per raccogliere fondi a beneficio della scuola è da considerarsi anch’essa come un’azione positiva di coinvolgimento delle famiglie nella vita scolastica.

La positività di queste azioni non può però essere presa come pretesto per violare norme cogenti del nostro ordinamento giuridico che, oltremodo, potrebbero creare non poche responsabilità, anche penali, in capo alle persone coinvolte a seguito di problematiche di natura igienico sanitaria.

Anche alla luce di richieste di informazioni pervenute al nostro sito internet abbiamo chiesto al nostro esperto di igiene degli alimenti e delle bevande Giuseppe Maina di illuminarci sulla normativa del settore.

Ecco la risposta del nostro esperto:

L’immissione sul mercato (1) di generi alimentari da parte di qualsiasi operatore del settore alimentare (2) è subordinata al rispetto delle disposizioni sull’igiene alimentare stabilite dai Regolamenti comunitari definiti “Pacchetto Igiene” e fra questi, prioritariamente, dal Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari.

Le condizioni necessarie allo svolgimento dell’attività di distribuzione di prodotti alimentari, anche se svolta a titolo gratuito, prevedono, da parte del soggetto responsabile della distribuzione di alimenti: il possesso di specifici requisiti delle strutture ed attrezzature distributive, la registrazione mediante SCIA, la predisposizione ed adozione di sistema di autocontrollo basato sui principi dell’ HACCP, la formazione degli addetti.

Ai sensi poi del Regolamento (UE) n. 1169/20011 deve essere garantita la corretta informazione ai consumatori, fra cui l’etichettatura, da attuarsi nelle forme previste dal D. Lgs. n. 109/1992, ciò in quanto trattasi di alimenti distribuiti allo stato sfuso.

Dette responsabilità incombono al soggetto responsabile della distribuzione di alimenti.

Nello specifico l’istituto scolastico ospitante è tenuto ad assicurarsi del possesso di tutti i requisiti specifici richiesti dalla legislazione alimentare, in difetto ne diventa corresponsabile.

  • “Immissione sul mercato” la detenzione di alimenti o mangimi a scopo di vendita, comprese l’offerta di vendita o ogni altra forma, gratuita o a pagamento, di cessione, nonché la vendita stessa, la distribuzione e le altre forme di cessione propriamente detta. (Reg. CE n. 178/2002)
  • «Operatore del settore alimentare», la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo. (Reg. CE n. 178/2002)
  • «Impresa alimentare», ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti. (Reg. CE n. 178/2002)

 

Da quanto sopra esposto appare del tutto evidente che non è possibile somministrare/vendere a scuola alimenti e bevande confezionati in modo artigianale dalle famiglie. La somministrazione di pasti preconfezionati all’origine dovrà in ogni caso avvenire in locali autorizzati dai competenti uffici e per il tramite di addetti opportunamente formati secondo i canoni dell’ HACCP.

 

Avv. Flavio Biancardi