responsabilità degli insegnanti

03 ottobre 2017

La vigilanza sugli studenti va oltre i cancelli della scuola?

Pur avendo trattato in modo descrittivo le casistiche  di responsabilità delle istituzioni scolastiche per i danni subiti dagli allievi (vedi  Personale scolastico/responsabilità/responsabilità civile) riteniamo opportuno segnalare la Sentenza n. 21593 depositata in data 19.9.2017 della III Sezione della Corte di Cassazione.

La decisione conferma una sentenza della Corte d’Appello di Firenze con la quale erano stati condannati il Dirigente Scolastico ed il personale scolastico e per essi il MIUR a risarcire i danni sofferti da due genitori ed un fratello per la morte di un allievo della scuola media investito da un autobus all’uscita dalla scuola.

Pur essendo il fatto accaduto al di fuori dei cancelli della scuola la Corte ha ribadito il concetto che:

Come rilevato dal primo giudice e implicitamente condiviso dalla Corte Fiorentina sussiste un obbligo di vigilanza in capo all’amministrazione scolastica con conseguente responsabilità ministeriale sulla base di quanto disposto all’art. 3, lett. d) ed f del Regolamento d’istituto.

Le norme ora richiamate, infatti, rispettivamente pongono a carico del personale scolastico l’obbligo di far salire e scendere dai mezzi di trasporto davanti al portone della scuola gli alunni, compresi quelli delle scuole medie, e demandano al personale medesimo la vigilanza nel caso in cui i mezzi di trasporto ritardino.

Sulla scorta di quanto prescritto nel richiamato regolamento scolastico il giudice di primo grado e quello di secondo grado hanno logicamente dedotto che l’attività di vigilanza della quale l’amministrazione scolastica era onerata non avrebbe dovuto arrestarsi fino a quando gli alunni dell’istituto non venivano presi in consegna da altri soggetti e dunque sottoposti ad altra vigilanza, nella specie quella del personale addetto al trasporto.

L’ingresso a scuola e l’uscita dalla scuola costituiscono momenti di non facile gestione per l’istituzione scolastica tenuto conto della vivacità degli studenti e delle situazioni logistiche interne ed esterne agli istituti.

Nel caso oggetto dalla sentenza il regolamento di istituto disciplinava i compiti del personale scolastico.

In mancanza di regolamenti interni a chi spetta il compito di accogliere gli studenti  e di affidarli alle famiglie all’uscita della scuola?

A mente dell’art. 29, comma 5, del CCNL del personale della scuola gli insegnanti sono tenuti, per assicurare l’accoglienza e la vigilanza sugli alunni, a trovarsi in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere gli stessi all’uscita dalla scuola.

Anche il  personale  ATA è tenuto a svolgere compiti di vigilanza e accoglienza come stabilito alla Tabella A dei profili ATA del CCNL. In particolare il predetto personale è addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione.

Del resto se l’insegnante deve essere presente in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni non potrà svolgere funzioni di accoglienza e vigilanza ai cancelli.

Riepilogando i regolamenti di istituto devono disciplinare in ambito di responsabilità del personale relativamente all’ingresso e l’uscita degli alunni nel rispetto di quanto statuito dal CCNL del personale della scuola.

Cogliamo l’occasione di questa breve trattazione sui compiti di vigilanza per rispondere a quei lettori che ci chiedono se è legittimo che una scuola subordini le uscite didattiche alla sottoscrizione di una dichiarazione di esonero di responsabilità civile e penale per fatti che dovessero accadere oltre la possibilità di controllo degli accompagnatori e di assunzione di responsabilità per i danni che l’alunno dovesse arrecare a terzi.

La dichiarazione in questione è priva di significato giuridico in quanto:

  • La responsabilità penale è personale e non può certo essere esclusa per la dichiarazione di un singolo;
  • I fatti che esorbitano la sfera di vigilanza e controllo sugli allievi non costituiscono fonte di responsabilità.
  • La responsabilità per i danni arrecati a terzi sarà valutata secondo gli estremi della culpa in vigilando (a carico della scuola) e in educando (a carico delle famiglie).

La sottoscrizione del genitore di una dichiarazione in tal senso oltre ad essere inutile potrebbe generare una falsa rappresentazione della realtà e delle responsabilità da parte del personale addetto alla vigilanza.

E’ bene precisare che l’Istituzione scolastica risponde dei fatti accaduti agli studenti quando gli stessi sono affidati alla cura e vigilanza della scuola e ciò a prescindere dal contenuto di qualsiasi dichiarazione sottoscritta dai genitori e ciò, a maggior ragione, se la dichiarazione viene “estorta” quale condicio sine qua non per lo svolgimento di attività scolastiche.

Avv. Flavio Biancardi