05 gennaio 2017

Impugnatura corretta dello strumento grafico: quando e come intervenire in aiuto ai bambini

Sempre più spesso i nostri bambini hanno una brutta calligrafia, non sanno scrivere bene in corsivo…ci siamo mai interrogati sul perché?

Io mi sento di rispondere che una delle probabili cause sta nel sempre minor uso che i bambini fanno delle loro mani in attività manuali che richiedono movimenti fini delle dita, non per forza in attività didattiche strutturate ma anche nella quotidianità, come stendere i vestiti con le mollette o sgranare i piselli.

Questo fa sì che i muscoli arrivino impreparati al momento in cui si approcciano con la matita.

Già dai tre anni i bambini sarebbero in grado di impugnare correttamente lo strumento grafico, con una presa a pinza, cioè matita tra pollice e indice, con medio che sorregge lateralmente.

Invece ancora all’ingresso della scuola primaria si vedono impugnature alterate, che non sono state corrette e che poi si cristallizzano e possono procurare anche danni alla vista, ai tendini, alla colonna vertebrale.

Chiarito che non ci sono vantaggi a non modificare già dai primi anni della scuola dell’Infanzia un’impugnatura scorretta…come farlo?

impugnafacile

Impugnafacile

Oggi ci vengono in aiuto degli strumenti chiamati Impugnafacile (vedi figura a destra),

dei gommini che infilati dentro la matita a circa 2 cm dalla punta, con la loro forma sagomata impostano correttamente la posizione delle dita. Sono economici e facilmente spostabili da un mezzo grafico all’altro, oltre ad avere il vantaggio di esimere l’adulto dal dover continuamente rimodellare, con i gesti o con indicazioni verbali, la posizione delle dita del bambino. Aiutano inoltre a imprimere la giusta pressione, non troppa né troppo poca, sulla matita e quindi sul foglio.

Se il bambino presenta già molte tensioni a livello della mano, vi consiglio di cercare di scioglierle, facendogli stringere una pallina di gomma più volte al giorno, magari tenendola in tasca, e di farlo impastare il più possibile (pizza, didò, fango, pasta di sale, sabbia, ecc.).

Ricordiamoci però che la scrittura non coinvolge solo la mano, ma tutto il corpo e quindi anche la postura va considerata.  Il piano di scrittura e la sedia devono essere di altezza tale da permettere di poggiare i piedi a terra, che le cosce non tocchino la parte inferiore del tavolo e gli avambracci devono poggiare in modo da creare al gomito un angolo di 90°, rimanendo liberi di fare qualsiasi movimento. La schiena deve essere leggermente inclinata in avanti.

Le indicazioni specifiche possono essere molte, ma è fondamentale prima di tutto chiarire che gli studenti con l’andar degli anni passeranno molte ore a scrivere e se non interveniamo prima che i movimenti siano automatizzati, oltre ad una brutta grafia che potrebbe far mal considerare le produzioni dei ragazzi, potremmo avere anche gravi danni alla salute, che possono davvero essere evitati con piccole accortezze al momento giusto.

Segnalo infine il seguente documento, molto interessante e contenente attività didattiche da proporre alla classe:

cip-ciop

Dott.ssa Serena Perego