20 dicembre 2015

Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Negli ultimi anni si è assistito a un massiccio potenziamento tecnologico nelle scuole. Lavagne interattive, pc, tablet, registri elettronici, sono entrati nelle classi italiane con la promessa di migliorare, facilitare, potenziare la didattica. Dal 2008 al 2012 numerosi sono stati gli interventi da parte del Ministero in termini di digitalizzazione scolastica: Azione LIM nel 2008, Azione Cl@ssi 2.0, Azione Scuol@ 2.0 e Azione Editoria digitale scolastica (tra i più importanti) hanno per la prima volta portato dentro le mura scolastiche strumenti digitali, interattivi e multimediali.

Da allora ad oggi sembra però che in Italia, la tanto attesa rivoluzione digitale non sia ancora avvenuta.

L’attenzione e le speranze vengono riposte in quello che la Riforma della Buona Scuola (legge 107/2015) ritiene essere un pilastro fondamentale: il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che si pone l’obiettivo di lanciare una vera e propria strategia complessiva di innovazione della scuola italiana.

A partire da un’analisi delle condizioni attuali, il Piano si sviluppa in 4 principali ambiti, per ognuno dei quali vengono proposti obiettivi ed azioni specifiche in grado di consentire un miglioramento complessivo di tutto il sistema scolastico:

  1. Strumenti: Fanno parte di questo primo passaggio tutte quelle azioni finalizzate a rendere le scuole nelle condizioni di poter accedere alle opportunità offerte dal digitale. Sono azioni che prevedono l’innovazione di spazi e ambienti, lo sviluppo di identità digitali e dell’amministrazione digitale.
  2. Competenze e contenuti: l’accesso agli strumenti non è sufficiente. Per ottenere risultati efficaci è infatti necessario l’affiancamento di competenze e di conoscenze che ne consentano il “buon uso”. Ecco che in questa fase il Piano prevede azioni finalizzate proprio allo sviluppo di saperi e di metodologie didattiche che consentano agli studenti di acquisire le competenze necessarie per divenire cittadini attivi e produttori di saperi consapevoli e autonomi nel mondo.
  3. Formazione: la formazione del personale risulta nell’ottica innovativa del Piano cruciale e indispensabile. Sono pertanto previste azioni orientate non solo agli insegnanti, i quali saranno coinvolti in attività formative mirate all’uso delle nuove tecnologie, ma a tutte le figure presenti nella scuola (dirigenti amministrativi, dirigente scolastico, ecc…),  in chiave sistemica.
  4. Accompagnamento: L’innovazione digitale scolastica non è solo una sfida tecnologica. Il Piano vuole infatti disegnare una politica complessiva che coinvolga tutti gli attori presenti, verso un vero e proprio cambiamento culturale. In affiancamento alle azioni previste negli step precedenti sono per questo previsti interventi di accompagnamento e monitoraggio su vari livelli che coinvolgono attivamente anche il territorio e la rete.

Nel PNSD vengono descritte infine le risorse economiche messe a disposizione da parte del MIUR per l’attuazione di tale ambizioso e atteso Piano strategico, il quale non vuole essere un libro delle buone intenzioni, ma un vero e proprio strumento strategico per l’innovazione scolastica e culturale del nostro Paese.

I tempi di attuazione del piano prevedono che alcune azioni siano già iniziate nel corso di questo 2015, altri interventi saranno implementanti nel corso del 2016.

Ora non abbiamo più scuse, non ci resta che fare!

 

Dott.ssa Elena Cariolato

 

SITOGRAFIA

http://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.html