Salute e prevenzione

19 maggio 2017

Il burn-out nei docenti: comprendere, prevenire e affrontare

La fine dell’anno scolastico spinge a riflettere, ancora una volta, sulla condizione di benessere degli insegnanti.

E’ innegabile, infatti, che tale condizione sia strettamente intrecciata sia alla qualità di insegnamento che alla tutela della serenità degli alunni durante la loro crescita. La psicologia tenta quindi di offrire riflessioni e risorse volte a supportare lo sviluppo di corrette prassi operative per la prevenzione e la correzione di fattori di crisi. Per tale motivo il burn-out dei docenti rappresenta un focus essenziale di lavoro.

Il termine burn-out fu introdotto da Freudenberger (1974) a descrizione di un quadro di cedimento fisiologico, psicologico e comportamentale del lavoratore a fronte di aspettative (interne e esterne). Tale fenomeno di distress si riscontra maggiormente in professioni (ad es quelle di aiuto e sostegno) in cui la relazione tra i soggetti interessati presuppone l’utilizzo di competenze individuali in misura pari o superiore alle competenze tecniche.

Il desiderio sincero di insegnare qualcosa, guarire o essere d’aiuto se da un lato sostiene il desiderio di affermazione professionale e l’investimento relazionale in ambito lavorativo, dall’ altro espone il soggetto a un maggior rischio di stress e frustrazione.

SEGNI E SINTOMI DEL BURN-OUT (CHERNISS, 1983)

Alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno Cinismo e atteggiamento colpevolizzante verso gli utenti
Sensazione di fallimento Seguire in modo crescente procedure rigide e standardizzate
Rabbia e risentimento Problemi di insonnia
Senso di colpa e distimia Evitare discussioni con i colleghi
Negativismo Preoccupazione per il sè
Isolamento e ritiro Frequenti malesseri
Notevole affaticamento dopo il lavoro Rigidità del pensiero e resistenza al cambiamento
Guardare frequentemente l’orologio Sospetto e paranoia
Perdita di sentimenti positivi verso i propri utenti Eccessivo uso di farmaci
Rimandare il contatto con gli utenti Problemi coniugali e familiari
Incapacità di concentrarsi e ascoltare l’utente Assenteismo
Sensazione di immobilità

Rispetto al burn-out dei docenti l’ Inail ha evidenziato differenti fattori, sia di rischio che protettivi, riguardanti  l’organizzazione scolastica da un lato e le risorse proprie del docente dall’ altro.

Intervenire sul burn-out implica conoscere tali fattori, per poter correttamente valutare le singole situazioni:

  • Fattori di rischio personali: eccessiva dedizione al sacrificio, bisogno di autoaffermazione legata esclusivamente al lavoro, scarsa tolleranza allo stress, problematiche familiari o relazionali in genere
  • Fattori di rischio organizzativi: classi numerose, carenza di attrezzature, eccesso di burocrazia, carenza di percorsi di aggiornamento significativi, limitata possibilità di carriera, retribuzione insoddisfacente, precarietà e mobilità
  • Fattori protettivi individuali: relazioni solide e capaci di fornire sostegno emotivo, genere e età di servizio
  • Fattori protettivi organizzativi: supporto dei colleghi, autoefficacia percepita, riconoscimenti ottenuti

L’intervento per la prevenzione e il contenimento del burn-out deve essere quindi portato avanti sia dai singoli che dall’istituzione .

A livello personale è opportuno:

– imparare a considerare gli insuccessi lavorativi come momentanei e transitori;

– creare una rete sociale all’interno della scuola e migliorare la comunicazione;

– individuare fonti di soddisfazione esterne al lavoro;

– formulare alla dirigenza, anche con il supporto dei colleghi, delle proposte per ottimizzare le criticità organizzative.

La scuola potrebbe agire in differenti modi per prevenire il burn-out:

  • valorizzare proposte, risorse umane e professionali assicurando l’ascolto ai docenti;
  • incoraggiare la discussione sul disagio legato a fattori organizzativi;
  • applicare le norme in modo critico e non rigido;
  • stimolare la consapevolezza negli insegnanti rispetto a cause e gestione dello stress;
  • coinvolgere i docenti nelle decisioni e gestire le criticità in team;

 

Dott.ssa Cecilia Smeraldi

 

BIBLIOGRAFIA:

  • “State of mind”, 5.2015
  • J.Freudenberger, 30. 1. 1974. “Staff burn-out” Journal of social Issues,
  • Cherniss, 1983 “La sindrome del burn – out” . Centro scientifico torinese ed.