27 gennaio 2016

“Dormire nel mio letto? No grazie!”. Dal lettone al lettino.

Concedere ai propri figli di dormire nel lettone è una consuetudine molto diffusa. Spesso si verifica perché i genitori non riescono a dire di “no” oppure perché è una situazione di comodo.

Arriva però il momento in cui per il bambino è un’ abitudine e non riesce a farne a meno. Insegnare ai propri figli ad addormentarsi nel loro lettino e rimanerci tutta la notte è un passo molto importante per tutta la famiglia.

La problematica più comune riscontrata durante l’età evolutiva è appunto il Bedtime Resistance, ossia la difficoltà nell’ addormentarsi nel proprio lettino e nel rimanere nella propria cameretta tutta la notte.

Più in generale si può parlare di Bedtime Resistance quando il bambino:

  • Ha più di 2 anni e non vuole rimanere nella sua camera o andare a letto.
  • Tende a “sgattaiolare” nel letto dei genitori.
  • Si addormenta davanti alla televisione o nel letto dei genitori.
  • Resta nella sua camera ma rimanda il momento del sonno.

Questi bambini infatti cercano di invadere il letto dei genitori sia nel momento in cui ci si deve coricare ma anche nel cuore della notte.

Si consiglia però di fare attenzione qualora il bambino necessiti di andare a letto con i genitori perché spaventato o impaurito, oppure ammalato, in questo è importante rassicurarlo e sostenerlo. È fondamentale che i genitori considerino le paure del loro bambino per individuare delle soluzioni atte a ridurre l’ansia che comporta il recarsi nella propria camera e addormentarsi da soli.

Per ovviare a questa problematica esistono alcune soluzioni che possono essere adottate come ad esempio trasmettere al bambino sicurezza durante il giorno, predisporre una lucina che il bimbo può accendere da solo, dare un peluche che lo rassicuri e non lo faccia sentire solo oppure leggere delle fiabe sulla paura del buio o del sonno.

Quando la difficoltà invece non è legata a nessuna paura è possibile adottare qualche strategia per invogliare il bambino e rendere così più semplice il processo di addormentamento nella propria cameretta.

Come prima cosa è importante parlare di igiene del sonno mediante lo svolgimento delle routine positive. Il momento adeguato per iniziarle è quando il bambino appare assonnato.

Ma nella pratica, cosa vuol dire? Significa instaurare e mantenere delle abitudini “piacevoli” prima del sonno come ninne-nanne, ascoltare una fiaba o musica rilassante, coccole o fare un bagno oltre a tutte quelle routine necessarie (Es. lavarsi i denti e mettersi il pigiama). È sconsigliato invece guardare la TV o fare giochi in grado di innalzare il livello di attivazione o eccitazione prima di dormire (L. M. Tortorella, 2013).

Un’altra strategia che può essere usata nel coadiuvare il processo è quella del Bedtime Pass. Tale metodologia viene utilizzata con bambini che hanno difficoltà a stare nel proprio lettino da soli. Attraverso questa procedura il genitore dà al bambino una sorta di lasciapassare (pass) che gli consente di lasciare la sua stanza solamente per un breve periodo a notte.

Vediamo passo dopo passa come attuarla.

Come prima cosa è importante spiegare al bambino la procedura. È fondamentale poiché i bambini sono in grado di capire, e se capiscono, è più facile che ci seguano in questa “avventura”. Una buona modalità può essere la seguente: poco prima del momento della nanna, dopo le routine pre-nanna, lo si può accompagnare nella sua stanza, ci si siede con lui sul suo lettino e gli si spiega che cosa si farà dalle prossime sere. È fondamentale dire al bambino che si è consapevoli della sua difficoltà nello stare da solo nel suo lettino ma che si ha però un’idea per poterlo aiutare: “So quanto sia difficile per te stare nel tuo lettino da solo, ho però un’idea per aiutarti!”.

Successivamente si può spiegare la strategia così: “Tu ed io stiamo per andare a fare un pass che potrai utilizzare ogni notte. Potrai muoverti dalla tua stanza solo una volta per notte. Quando la mamma e il papà andranno a letto avrai un viaggio gratuito fuori dalla tua stanza per qualunque motivo. L’uscita deve essere breve, non più di 5 minuti: un ultimo abbraccio dai genitori oppure un ultimo giro in bagno. Dopo che hai usato il pass dovrai tornare nel tuo lettino e rimanere lì per tutto il resto della notte”.

Il lasciapassare va costruito insieme al bambino e nel mentre si deve far passare il concetto che il pass è solo del bambino e sarà lui a gestirlo.

Ogni sera, prima di andare a letto i genitori devono consegnare il pass al bambino e ricordarne l’uso, dopodiché si invita il bambino a svolgere la solita routine prima di coricarsi.

Nel momento in cui il bambino decide di usare il pass è importante accogliere la sua richiesta; successivamente si ritira il pass e si invita il bambino a tornare nel suo lettino ricordandogli che ora non si potrà più alzare.

Se il bambino richiamasse l’attenzione, anche dopo l’uso del pass, è consigliato ignorare il suo comportamento e ricordargli che ha già avuto la sua “fuga”.

È importante rinforzare e gratificare sempre il bambino dopo ogni comportamento adeguato affinché si senta bravo, competente e soprattutto attore di questo processo. Alcune delle strategie di gratificazione possono essere:

  • Lasciar scegliere la colazione al bambino
  • Quando lo si va a prendere a scuola lodarlo per il suo comportamento: “bravissimo, non hai lasciato la tua cameretta e non ci hai chiamati! Sei davvero un Campione!”
  • Ogni mattina, in cui la sera prima non si è verificata la “resistenza”, lasciare un sacchettino di dolci/caramelle sul tavolo dove si fa colazione.
  • Per i bambini più grandi è pensabile sfruttare la ricompensa a lungo termine, ad esempio permettere di andare a letto tardi il venerdì sera.

Inizialmente può sembrare un’impresa impossibile e ardua ma è importante che i genitori rimangano fermi sulla loro posizione e non demordano mai. Buon lavoro!

 

Dott.ssa Silvia Ruggiero e Dott. Roberto Cattivelli