Debiti formativi e bocciatura

12 giugno 2017

Comprendere l’insuccesso scolastico per costruire le basi dei successi futuri.

La scuola è luogo ed esperienza fondamentale per la costruzione e lo sviluppo dell’identità a livello personale e sociale, di rappresentazione del Sé e di progetti futuri. (Guichard 1987).

In questi giorni alcuni ragazzi si devono necessariamente confrontare con un esito negativo dell’anno scolastico. Difficilmente questo evento è inatteso, ma non per questo viene affrontato senza importanti ripercussioni pratiche ed emotive. 

Uno o più debiti formativi ricevuti nelle materie in cui nonostante si abbia lavorato tutto l’anno “non ci si sente portati” o addirittura una bocciatura rappresentano uno stop in un progetto educativo e tutti coloro che sono coinvolti in tale processo (ragazzi, docenti e genitori) possono utilizzarlo come spunto di riflessione.

Confrontarsi con lo stress causato dal fallimento scolastico implica la capacità di automonitorare il proprio lavoro in termini di strategie e risultati (Rijavec et al. 2002).

È necessario comprendere, prima ancora di scegliere eventuali recuperi o cambi di indirizzo, la natura del problema: c’è stato un disagio emotivo  per fattori contestuali o personali? È presente un problema di apprendimento? C’è stata una scelta sbagliata di indirizzo? Non c’è una sufficiente percezione di norme e limiti? E così via….

Infatti il successo scolastico è raggiunto e mantenuto nel momento in cui gli studenti possono essere definiti dei “self-regulated learners” (Rijavec et al. 2002), cioè nel momento in cui sono partecipanti attivi del loro processo di apprendimento a livello metacognitivo, motivazionale e comportamentale. Invece spesso di fronte al fallimento didattico questi spazi di riflessione, non utili ma fondamentali, passano quasi in secondo piano rispetto alle lacune contenutistiche.

In tale riflessione invece il ragazzo va sostenuto dalla famiglia e, se necessario, da figure competenti. La bocciatura va affrontata e discussa, senza negare responsabilità ma lasciando la possibilità di esprimere e confrontarsi con le emozioni e i pensieri ad essa associati. Ad esempio, un ragazzo può essere dominato dal senso di colpa per aver deluso le aspettative dei genitori, dalla paura di lasciare i suoi compagni, dalla rabbia verso i professori o più spesso da un’insieme di emozioni e fattori scatenanti che se non affrontati ( perché “secondari” rispetto al macro-evento didattico della bocciatura ) rischiano di restare latenti e ingigantirsi. Confrontarsi e accettare la responsabilità di quanto accaduto, sentendo la vicinanza nel momento di un errore e non un giudizio che spinge a chiudersi è ciò che consente di utilizzare veramente una bocciatura “per il bene del ragazzo”.

Risulta evidente che si tratti di un problema complesso da comprendere e affrontare caso per caso. Non esistono infatti “i ragazzi bocciati” o “con i debiti”, ma esiste la bocciatura e il debito formativo di quello specifico studente, che comporta una riorganizzazione dei suoi elementi emotivi, cognitivi e relazionali in vista di un progetto di vita in formazione.

Molte scuole monitorano il benessere emotivo degli studenti che devono ripetere un anno, non solo al momento della bocciatura (prevedendo corrette modalità di comunicazione e confronto), ma anche con un supporto in entrata all’inizio dell’anno scolastico per gli studenti o le famiglie che ne avvertono la necessità. Tale opportunità di supporto psicologico risulta particolarmente opportuna negli istituti che si dedicano al recupero degli anni scolastici, poiché talvolta l’oggettiva mole didattica di lavoro non lascia spazio per altri tipi di intervento.

Solo garantendo una rielaborazione dell’evento che permetta di utilizzarlo in senso evolutivo e che consenta sempre di scindere il giudizio del Sé dal giudizio sul comportamento (anche inteso come rendimento scolastico), non porterà ad atteggiamenti di chiusura e rifiuto che rischierebbero di elicitare fragilità esplosive, mettendo a rischio un sereno sviluppo emotivo e relazionale prima ancora che un felice rendimento a scuola.

Dott.ssa Cecilia Smeraldi

Bibliografia

“Sélection, auto-sélection et représentations sociales des lycéens = Selection, self-selection, and social representations in high school pupils” J.Giuchard L’Orientation scolaire et professionale  1985, vol. 14, no3, pp. 205-228 (7 ref.)

“Coping with school failure and self – regulated learning” M.Rijavec , I. Brdar .  European Journal of Psychology of Education 2,2002