04 ottobre 2016

Al via la Settimana Nazionale della Dislessia

Da oggi 4 ottobre e fino al 10 si terrà la prima edizione della Settimana Nazionale della Dislessia, organizzata da AID, Associazione Italiana Dislessia.

La data dell’evento che coinvolgerà tante piazze italiane non è stata scelta a caso, ma include l’8 ottobre, ricorrenza dell’entrata in vigore in Italia, sei anni fa, della legge 170. Tale legge ha cambiato la didattica, dando ascolto ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e tutelando le pari opportunità nel diritto allo studio.

L’iniziativa prevede corsi di formazione per studenti e genitori, laboratori didattici e interattivi per i ragazzi, laboratori teatrali, contributi scientifici e testimonianze dirette. Il tutto coordinato da migliaia di volontari AID.

La Settimana Nazionale della Dislessia si pone l’obiettivo di informare coloro che non sanno cosa siano i disturbi specifici dell’apprendimento e come vadano trattati nello studio a scuola e a casa; la finalità della sensibilizzazione è ben riassunta nello slogan della settimana: “Costruiamo Insieme un Futuro di Diritti e Informazione”. E vuole rimarcare anche la creazione di una didattica inclusiva, cioè un tipo di didattica che permetta a tutti gli alunni di raggiungere il più alto grado di apprendimento, includendo (e non emarginando) nelle attività e nella vita di tutti i giorni le differenze tra gli alunni. Differenze che vanno valorizzate e considerate come punti di forza e occasioni di arricchimento.

Come arrivare alla didattica inclusiva?

Iniziando ad accorciare i tempi di diagnosi e favorendo il rispetto del Piano Didattico Personalizzato (PDP), strumento fondamentale per una eguaglianza sostanziale degli studenti.

Inoltre, nel lavoro di tutti i giorni, l’insegnante dovrebbe favorire:

  • La risorsa compagni di classe, tramite la cooperazione tra alunni;
  • L’adattamento come strategia inclusiva, variando spesso gli stili comunicativi e le forme di lezione, per favorire i diversi stili di apprendimento della classe;
  • Strategie logico-visive mappe schemi e aiuti visivi, per coloro che hanno difficoltà ad apprendere gli schemi risultano essere un grande aiuto;
  • Processi cognitivi e stili di apprendimento, valorizzando i diversi stili di intelligenza e di apprendimento e memorizzazione;
  • Metacognizione e metodo di studio, lavorando sulla consapevolezza di ogni alunno sui propri processi cognitivi e guidandoli verso il proprio e personalizzato metodo di studio;
  • Emozioni e variabili psicologiche nell’apprendimento, lavorando su una buona percezione del sé e sulla costruzione di autostima e autoefficacia;
  • Valutazione, verifica e feedback, il momento di verifica dovrebbe essere personalizzato allo stile di apprendimento e alle peculiarità dell’alunno, per essere un momento costruttivo e stimolante e non punitivo.

Questi “7 punti chiave” per una didattica realmente inclusiva, se applicati nel lavoro di tutti i giorni in classe, realizzano appieno le pari opportunità degli studenti, tutelando anche gli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali).

Dott.ssa Giorgia Biancardi

Bibliografia e sitografia

  • “I 7 punti chiave per una didattica inclusiva” – LE GUIDE ERICKSON
  • aiditalia.org