L'età di passaggio

19 giugno 2018

Adolescenza: tempo di acrobazie

Erik Erikson ha descritto l’adolescenza come un periodo di sospensione tra “il non più e il non ancora”, nel senso che non si appartiene più al mondo dell’infanzia ma non si è ancora parte del mondo degli adulti.

Erikson è ricorso all’ immagine di un acrobata che ha lasciato il primo trapezio senza essere ancora giunto al secondo. Se tutto va per il verso giusto, l’adolescente afferra il secondo trapezio e compie la sua traversata, se non tutto va bene, cade. Nel cadere, hanno osservato Gallerano e Zipparri (2011), bisogna vedere di che tipo di rete di protezione dispone l’adolescente: ovvero bisogna verificare come la rete dell’adolescente, sarebbe a dire il complesso intreccio formato da persone supportanti e dagli strumenti psichici di cui dispone l’adolescente stesso, riesce a reagire all’ urto della caduta.

Compito della scuola è lavorare, in sinergia con l’ambiente familiare ed extrascolastico, per costruire questa rete; in tal modo è possibile “attrezzare” al meglio ogni singolo ragazzo, con le sue peculiarità, nel confronto con un ambiente (formativo e sociale) sempre più complesso e competitivo.

  • COMPITI DI SVILUPPO IN ADOLESCENZA (Huvighurst)

I compiti di sviluppo con cui l’adolescente è chiamato a confrontarsi riguardano:

  • Sviluppo corporeo: conoscenza e accettazione dei cambiamenti corporei
  • Maturazione sessuale: comprensione e gestione responsabile di Sé e delle proprie relazioni intime
  • Sviluppo del pensiero operativo formale: si affina la capacità di astrazione e il pensiero logico (induttivo/deduttivo)
  • Integrazione nel gruppo dei coetanei : nel processo di formazione dell’identità (e della separazione dalle figure genitoriali) il gruppo garantisce confronto e scambi necessari sia a una identificazione dell’adolescente che alla costruzione di nuove relazioni paritarie.
  • Preparazione a un’attività lavorativa: capacità di porsi degli obiettivi futuri e di seguire percorsi formativi ad hoc

La complessità e l’equilibrio necessario a un superamento di tali compiti richiedono un accompagnamento adeguato, la giusta distanza tra adolescente e educatori (famiglia, scuola, altri adulti di riferimento); tale distanza consente sia di rafforzare la propria autonomia e le proprie risorse, sia di avere a disposizione modelli con cui confrontarsi.

  • FATTORI DI RISCHIO E PROTEZIONE
  • Presenza o assenza di competenze cognitive, affettive e relazionali (es. empatia, autoefficacia, pensiero critico…)
  • Presenza o assenza di valori di riferimento (es. importanza attribuita alla salute, all’esperienza scolastica, alla spiritualità)
  • Autoconsapevolezza (gusti, interessi, aspirazœoni persoanli ) e capacità di progettazione per il Sé
  • Modello genitoriale positivo
  • Esplicita disapprovazione dei comportamenti a rischio da parte dei genitori
  • Giusto equilibrio tra controllo e apertura al dialogo
  • Contesto scolastico favorevole all’ apprendimento, con norme e tempi chiari
  • Mediazione consapevole di contenuti e metodi nella didattica

N.b. le esperienze scolastiche rappresentano fonte principale del proprio senso di competenza e favoriscono l’acquisizione di identità sociale positiva (identificazione col gruppo dei pari e differenziazione dalle figure di riferimento)

Dott.ssa Cecilia Smeraldi

Bibliografia

“Fattori protettivi nello sviluppo dell’adolescente. Promuovere per prevenire” Dott.ssa Claudia Mandarà”